14/1/1943

A Casablanca (Marocco), durante un incontro che si protrarrà per dieci giorni, Churchill e Roosevelt decidono la prosecuzione della guerra fino alle resa incondizionata del nemico. Decidono anche lo sbarco in Sicilia, una volta completata l'occupazione della Tunisia.

23/1/1943

In Nord Africa gli inglesi entrano a Tripoli. Rommel ripiega sul confine tunisino. Finisce il dominio italiano sulla Libia.

6/2/1943

Il governo è sottoposto a una trasformazione radicale; alcuni dei più importanti gerarchi del regime, che si erano andati collocando su posizioni critiche nei confronti del “duce”, sono allontanati dalla guida dei ministeri chiave, tra questi Galeazzo Ciano, nominato ambasciatore in Vaticano. Mussolini assume il ministero degli Esteri, conservando anche gli Interni e i tre dicasteri militari.

14/2/1943

Aerei alleati bombardano pesantemente Milano.

3/3/1943

A Lione PCd'I, PSI e GL, rappresentati rispettivamente da Giorgio Amendola e Giuseppe Dozza, da Giuseppe Saragat e da Emilio Lussu, firmano un accordo con il quale confermano l'unità d'azione nella lotta contro il fascismo e indicano nella "volontà popolare liberamente espressa" il fondamento del futuro Stato italiano.

5/3/1943

A Torino gli operai della FIAT Mirafiori scendono in sciopero per il "pane" e per la "pace". Le manifestazioni operaie usciranno dalle fabbriche e si diffonderanno in città. Scioperi si svolgeranno nei maggiori stabilimenti piemontesi e, a partire dal 23 marzo, si estenderanno a tutta la Lombardia. Nelle fabbriche si costituiranno le prime cellule comuniste.

04/1943

Alcuni dirigenti del PCd'I, tra cui Giorgio Amendola, Antonio Roasio e Celeste Negarville, rientrano in Italia e avviano un'intensa attività clandestina nelle principali città.

7/4/1943

Hitler e Mussolini si incontrano a Klessheim, nei pressi di Salisburgo. Il "duce" cerca inutilmente di convincere il führer a rinunciare all'offensiva verso oriente per concentrare il massimo sforzo bellico sul fronte meridionale.

17/4/1943

Carlo Scorza subentra ad Aldo Vidussoni come segretario del PNF.

30/4/1943

Giovanni Batella sostituisce Giuseppe Volpi di Misurata ai vertici della Confindustria.

9/5/1943

Il colonnello delle SS Eugen Dollmann, osservatore tedesco in Italia, informa i comandi germanici della possibilità di un rovesciamento del regime fascista in Italia. I vertici nazisti inizieranno a elaborare i piani per un'occupazione militare del paese.

13/5/1943

Termina, con la resa delle residue forze italo-tedesche in Tunisia, la guerra in Africa.

15/5/1943

Stalin scioglie l'Internazionale comunista, da tempo inattiva. In conseguenza il Partito comunista d'Italia - Sezione dell'Internazionale comunista cambia la sua denominazione in Partito comunista italiano. In una lettera a Mussolini, Vittorio Emanuele III prospetta l'opportunità di "sganciare le sorti dell'Italia da quelle della Germania".

3/6/1943

Il re incontra Dino Grandi, presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni, per informarsi sul probabile atteggiamento della Camera nel caso di un allontanamento di Mussolini dalla guida del governo.

11/6/1943

Pantelleria e Lampedusa sono occupate dagli anglo-americani.

24/6/1943

Mussolini, parlando al direttorio del PNF, sostiene la necessità di continuare con la massima determinazione la guerra contro gli alleati. Sull'eventualità di uno sbarco in Sicilia pronuncia il cosiddetto "discorso del bagnasciuga", che sarà reso pubblico il 5 luglio.

2/7/1943

A Milano si costituisce il Comitato delle opposizioni, a cui partecipano esponenti delle varie formazioni antifasciste.

10/7/1943

Gli alleati sono in Sicilia. Gli americani al comando del generale Patton sbarcano tra Gela (CL) e Licata (AG); l'VIII armata britannica di Montgomery sul litorale tra Capo Passero (RG) e Siracusa.

16/7/1943

Un gruppo di gerarchi fascisti, tra cui Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi, Roberto Farinacci, Giovanni Giuriati, Attilio Teruzzi, Giuseppe Bottai, Giacomo Acerbo, ricevuti da Mussolini, criticano il "duce" per il modo in cui ha gestito il potere negli ultimi due anni e chiedono la convocazione del Gran Consiglio del fascismo, non più riunito dal dicembre 1939.

19/7/1943

Roma viene bombardata per la prima volta Mussolini incontra a Feltre Hitler, che si impegna a inviare in Italia altre truppe per presidiare le regioni settentrionali.

22/7/1943

Mussolini riceve Dino Grandi, che gli prospetta i contenuti dell'ordine del giorno che intende presentare alla prossima seduta del Gran Consiglio e in cui l'operato del "duce" è duramente criticato.

24/7/1943

Il Gran Consiglio del fascismo si riunisce alle 17. Dino Grandi legge un ordine del giorno nel quale Mussolini è invitato a lasciare il governo, rimettendo i suoi poteri nelle mani del re.

25/7/1943

Alle ore 2 l'ordine del giorno Grandi è messo ai voti. Per appello nominale si dichiarano a favore 19 membri (Grandi, De Bono, De Vecchi, De Marsico, Acerbo, Pareschi, Cianetti, Federzoni, Balella, Gottardi, Bignardi, De Stefani, Bottai, Rossoni, Marinelli, Alfieri, Ciano, Bastianini, Albini), su 28 partecipanti alla riunione. Mussolini comunica che porterà al re l'ordine del giorno approvato Alle ore 4 Grandi incontra il ministro della real casa Piero Acquarone e propone come successore di Mussolini il maresciallo Caviglia, sconsigliando invece Badoglio perché troppo coinvolto con il fascismo. Alle ore 11 Pietro Badoglio è nominato nuovo capo del governo. Alle ore 17, all'uscita dall'incontro con il re, Mussolini è prelevato dai carabinieri e trasferito a bordo di un'ambulanza nella caserma di via Legnano, dove è arrestato. Alle ore 22.45 la radio annuncia che il re ha accettato le dimissioni di Mussolini da tutte le cariche e ha nominato capo del governo il maresciallo Badoglio. Seguono un proclama in cui il re informa di aver assunto il comando delle forze armate e ordina di riprendere i posti di combattimento, e un proclama di Badoglio in cui questi annuncia l'intenzione di colpire chiunque tenti di turbare l'ordine pubblico.

26/7/1943

In tutta Italia manifestazioni spontanee plaudono alla caduta del fascismo. Esponenti dell'antifascismo danno vita a varie iniziative. A Roma si costituisce il Comitato nazionale delle opposizioni. Viene rifondato il Partito liberale (PLI) e si costituisce la Democrazia del lavoro. I detenuti politici cominciano a essere rimessi in libertà. Non essendo però stata ripristinata la libertà di associazione, i partiti politici operano in condizione di semiclandestinità. Il generale Roatta, capo di Stato maggiore dell'Esercito, ordina con una circolare di reprimere nella maniera più decisa, anche sparando, ogni manifestazione, corteo, comizio o assembramento che turbi l'ordine pubblico.

27/7/1943

Si riunisce per la prima volta il governo Badoglio; prima dell'8 settembre si riunirà solo ancora una volta, il 5 agosto. Mussolini è trasferito da Roma all’isola di Ponza.

28/7/1943

Un decreto governativo scioglie il PNF e le istituzioni da esso dipendenti. Le leggi istitutive del Gran Consiglio e del Tribunale speciale per la sicurezza dello Stato sono abrogate. Vittorio Emanuele III e Badoglio fanno pervenire a Hitler una richiesta di incontro che viene respinta.

2/8/1943

Il Comitato delle opposizioni di Milano redige un documento di sfiducia nei confronti del governo Badoglio.

4/8/1943

Si intensificano i bombardamenti sulle città italiane.

7/8/1943

PCI, PSI e Pd'A si pronunciano contro il governo Badoglio e sostengono la necessità di giungere al più presto a una pace separata e di organizzare una resistenza armata contro i nazisti. Mussolini è trasferito all’isola della Maddalena.

9/8/1943

Si svolgono in Piemonte e Lombardia nuovi scioperi per chiedere la fine della guerra. L'esercito reprime le agitazioni con la forza.

13/8/1943

Roma è nuovamente bombardata. Tutte le principali città italiane sono sottoposte a violente incursioni aeree, che causano migliaia di vittime civili.

14/8/1943

Roma viene dichiarata "città aperta", al fine di preservarla da ulteriori bombardamenti.

17/8/1943

Con l'occupazione di Messina, l'intera Sicilia è conquistata dagli angloamericani.

22/8/1943

Una cospirazione fascista è sventata a Roma. Tra i fermati vi è l'ex segretario del PNF Ettore Muti, che rimane ucciso in circostanze misteriose.

23/8/1943

A Roma viene fondato il Partito socialista di unità proletaria (PSIUP). 28 agosto: Mussolini è trasferito in un albergo situato ai piedi del Gran Sasso d’Italia (AQ) e da lì, il 6 settembre, trasferito all’albergo di Campo Imperatore, a più di 2.000 m di altitudine.

3/9/1943

Gli Alleati sbarcano in Calabria. A Cassibile (SR), alla presenza di Eisenhover, il generale Giuseppe Castellano e il generale americano Erwin Bedell Smith firmano l'armistizio in dodici punti, noto come "armistizio corto" .

8/9/1943

Nelle prime ore del mattino Badoglio trasmette al quartiere generale alleato un messaggio in cui dichiara l'impossibilità di diffondere l'annuncio dell'armistizio a causa della consistente presenza tedesca nei dintorni di Roma. Alle ore 16.30 radio New York anticipa la notizia dell'armistizio dell'Italia. Le truppe tedesche iniziano i rastrellamenti dei soldati italiani e l'occupazione dei punti strategici, delle aree industriali e delle vie di comunicazione. Alle ore 19.45 Badoglio legge un comunicato con cui dà notizia dell'armistizio stipulato con gli alleati. Nessuna direttiva verrà data all'esercito, che si sbanda.

9/9/1943

Alle ore 5.10 il re e Badoglio abbandonano Roma diretti a Pescara, dove un'unità della Marina li porterà a Brindisi sotto la protezione degli Alleati. Il Comitato nazionale delle opposizioni comunica la costituzione del Comitato di liberazione nazionale (CLN). Nel mese di ottobre si costituiranno i CLN regionali.

10/9/1943

Le truppe che difendono Roma capitolano, firmano la resa e sono disarmate dai tedeschi.

12/9/1943

Mussolini viene liberato da un gruppo di paracadutisti tedeschi e immediatamente trasferito al quartiere generale di Hitler. Un nucleo di antifascisti, guidati da Tancredi (Duccio) Galimberti e da Dante Livio Bianco, dà inizio, sulle montagne intorno a Cuneo, alla guerra partigiana.

14/9/1943

A Cefalonia, isola greca nel Mar Ionio, la divisione Acqui, composta da circa 11.000 uomini, rifiuta di obbedire all'ordine dei tedeschi di consegnare le armi e arrendersi. La battaglia di Cefalonia si concluderà il 24 con la fucilazione dei sopravvissuti da parte dei tedeschi. I pochi superstiti continueranno a combattere al fianco dei partigiani greci.

18/9/1943

Da radio Monaco Mussolini annuncia la costituzione del Partito fascista repubblicano (Pfr) e di una repubblica nelle regioni dell'Italia settentrionale occupate dai tedeschi.

19/9/1943

A Boves (CN) una colonna di SS, per rappresaglia contro l'uccisione di un tedesco, incendia l'intero paese e uccide 23 persone.

23/9/1943

Mussolini rientra in Italia e dà vita a un nuovo governo, la cui sede viene collocata a Salò (BS), sulle rive del lago di Garda. Il nuovo Stato fascista, che il 1° dicembre assumerà la denominazione di Repubblica sociale italiana (Rsi), sarà riconosciuto solo dalle nazioni aderenti all'Asse.

27/9/1943

A Napoli scoppia una violenta rivolta popolare contro l'occupazione tedesca che infiammerà la città per "quattro giornate". Il 1° ottobre le truppe tedesche, già in ritirata di fronte all'avanzata degli alleati, saranno costrette ad abbandonare la città.

29/9/1943

Badoglio ed Eisenhower firmano a Malta l' "armistizio lungo". In novembre, per esercitare tutte le funzioni di controllo in esso previste, verrà istituita la Commissione alleata di controllo (Allied Control Commision), che resterà in funzione fino al 31 dicembre 1945.

13/10/1943

Il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania. All'Italia viene riconosciuta solamente la condizione di nazione cobelligerante, intendendo con ciò sottolineare la sua situazione di nemico vinto che combatte contro l'alleato di ieri.

16/10/1943

Il ghetto ebraico di Roma viene rastrellato dai tedeschi.

24/10/1943

Badoglio invita Vittorio Emanuele III ad abdicare, ma il re si rifiuterà di prendere in considerazione tale ipotesi.

11/1943

Le Brigate d'assalto Garibaldi, organizzate dal PCI per condurre la guerra partigiana, costituiscono il loro primo comando a Milano. Sono istituiti i GAP (Gruppi d'azione patriottica), che compiranno azioni di guerriglia prevalentemente all'interno delle città.

3/11/1943

Ferruccio Parri e Leo Valiani, del Pd'A, incontrano a Lugano rappresentanti dei servizi segreti americano e inglese per chiedere aiuti, in materiale bellico e armi, per le formazioni partigiane.

9/11/1943

Un bando della RSI chiama alle armi i giovani nati nel 1924 e 1925. Si presenterà solo il 40% del previsto. Molti giovani diserteranno dopo i primi giorni di leva.

15/11/1943

A Ferrara il federale del PFR, Igino Ghisellini, viene assassinato. Nella notte gruppi di squadristi giunti nella città compiono una serie di violenze contro ebrei, antifascisti e comuni cittadini, uccidendo 11 persone.

16/11/1943

Badoglio istituisce un ministero di sottosegretari, tutti monarchici e liberali di destra; intende infatti considerare ancora in carica i ministri rimasti a Roma dopo la precipitosa fuga del 9 settembre.

18/11/1943

A Torino gli operai della FIAT di Mirafiori sono nuovamente in sciopero. Le agitazioni si estenderanno ben presto a tutto il Piemonte, alla Lombardia e alla Liguria, protraendosi per tutto dicembre.

19/11/1943

Mussolini ricostituisce la Milizia, come organizzazione militare autonoma rispetto all'esercito della Repubblica sociale. Assumerà la denominazione di Guardia nazionale repubblicana (GNR) e sarà posta, con i suoi 100.000 volontari, al comando di Renato Ricci. Contemporaneamente nasce la X Mas, un reparto speciale agli ordini di Junio Valerio Borghese, destinato alle operazioni antipartigiane.

27/11/1943

Il governo Badoglio ripristina le parti dello Statuto abolite dal regime fascista.

8/12/1943

Nella zona di Cassino un reparto italiano viene impiegato per la prima volta a fianco degli Alleati in operazioni militari.

28/12/1943

Giovanni Gentile, dalle colonne del "Corriere della sera", esorta alla pacificazione. I sette fratelli Cervi, organizzatori della resistenza nella zona di Reggio Emilia, sono catturati e fucilati dai nazisti.