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Bombardamenti
I primi aerei nemici bombardarono Torino tra l’11 e il 12 giugno, nella seconda notte di guerra. Fu la prima incursione, che provocò 17 morti e una quarantina di feriti, di un ciclo di bombardamenti, che proseguì fino all’autunno 1942, con complessive 14 incursioni aeree: si trattava però di squadriglie composte da pochi aerei che lanciavano ordigni di medio calibro, provocando un limitato numero di vittime e danni piuttosto contenuti. Ben diverso fu un secondo ciclo di bombardamenti, compreso tra il novembre 1942 e l’estate 1943. Si susseguirono in questo periodo 12 incursioni effettuate da squadriglie di oltre 100 aerei. Furono sganciate bombe di grosso calibro e si fece largo uso di mezzi incendiari, spezzoni esagonali alla termite, bombe al fosforo, bidoni alla benzina e fosforo. Il bombardamento più tragico fu quello della notte tra il 12 e il 13 luglio 1943, quando caddero su Torino oltre 700 tonnellate di bombe, provocando 792 morti e 914 feriti. Bombardamenti di particolare intensità proseguirono nel mese di agosto. Non furono risparmiate in questa fase anche località della provincia, soprattutto quelle più prossime a Torino, come Moncalieri, Chivasso, Chieri. Dopo l’8 settembre iniziò una terza fase caratterizzata prevalentemente da incursioni diurne. Non dovendo più partire dall’Inghilterra, perché avevano a disposizione nuove piste, prima nell’ Africa del nord, poi nell’ Italia liberata e nelle isole tirreniche, le squadriglie arrivavano dal mare aperto ed erano avvistate solo sulle coste della Liguria, ormai molto vicino a Torino, dove i bombardieri, scortati da aerei caccia, piombavano rapidamente e su obiettivi prestabiliti. Fu la fase dei “tappeti di bombe” di medio calibro e numerosissime. L’ultima incursione su Torino avvenne il 5 aprile 1945. Complessivamente nel corso della guerra furono calcolati 2069 decessi attribuiti alle incursioni aeree. Il 54 % delle abitazioni di Torino risultò distrutto o sinistrato.