IPSAR "Arturo Prever" di Pinerolo

Gruppo di lavoro
Lorena Actis Danna, Andrea Aimar, Cristina Avondetto, Massimo Bonansea, Veronica Bontempo, Laura Colace, Lia Cozza, Ilaria Facello, Claudia Innorta, Sabrina Miglioli, Dario Palmero, Lorena Pregnolato, Stefano Rostan, Andrea Samà, Gianluca Sito, Andrea Tassone, Marzia Tesauro, Mattia Tessa Viret

Tutor
prof. Giampaolo Cleri

La ricerca
Il laboratorio di storia che ha coinvolto nell’anno scolastico 2005/06 la classe V B ha avuto come tema “la scuola di base negli anni ’30-40”.
Due sono stati i principali obiettivi didattici posti:
- Far fare esperienza diretta di lavoro di ricerca storica ai ragazzi con la definizione di una tesi da verificare attraverso conferme rintracciabili in fonti storiche scritte, orali, iconografiche, ecc.
La ricerca storica è infatti l’attività didattica che meglio permette spesso con un più forte coinvolgimento dei ragazzi, il raggiungimento di alcuni dei sottoelencati obiettivi, non perseguibili altrettanto bene con le metodologie più tradizionali dello studio della storia (lezioni frontali, uso del manuale, ecc.):
1) sviluppo della capacità di leggere le diverse fonti
2) applicazione di schemi cognitivi
3) conoscenza delle procedure metodologiche
L’argomento scelto inoltre aveva la possibilità di rintracciare ancora dei testimoni ai quali chiedere informazioni, ricordi della loro esperienza di vita. Era importante creare occasioni per la trasmissione della memoria fra le generazioni, favorendo così la riflessione su eventi storici.
- Verificare, trovandone eventualmente conferma, l’importanza dell’istituzione Scuola nella costituzione di un regime totalitario, che con un’opera di propaganda ed indottrinamento ideologico riconducesse sotto il controllo dello Stato l’intera vita dell’individuo, determinandone le future scelte in ogni campo della vita sociale.
Dopo aver presentato lo studio del modulo sull’avvento del fascismo in Italia, aver visionato alcuni documentari dell’Istituto Luce, avere letto alcune pagine del testo di Antonio Gibelli Il popolo bambino, edito da Einaudi, il lavoro successivo si è svolto in parte in classe, in parte a casa con la raccolta di alcune testimonianze di anziani sulla scuola elementare negli anni ’30-40.
Si sono poi alternati momenti di lavoro individuale a momenti di lavoro di gruppo.
Dalle testimonianze, dall’analisi di foto rintracciate in archivi privati e dai documenti ritrovati (documentazione presentata in occasione di concorso magistrale) è venuta emergendo l’idea di una scuola severa, gerarchica e anche autoritaria, ma anche apprezzata per la sua efficacia nell’istruzione e anche nell’attenzione agli strati più deboli che rendeva accettabile l’opera di indottrinamento politico ed inquadramento militare in cui i giovani erano avviati con messaggi che esaltavano il coraggio, l’amor di patria, la fedeltà al capo, il senso del dovere.
Dalle discussioni fatte insieme in classe erano emerse domande che avrebbero avuto bisogno di momenti ulteriori di indagine che non ci sono stati, perché è mancato il tempo, essendo la classe quinta ormai prossima agli esami di stato.
Il primo obiettivo si può dire quindi parzialmente raggiunto, avendo fatto fare, almeno in parte, esperienza attiva ai ragazzi di lavoro di ricerca storica. Il limite è consistito nel non essere riuscito a coinvolgere tutti gli allievi .
Anche il secondo obiettivo, pur nella semplicità delle testimonianze raccolte e nella non originalità dei dati ritrovati, si può dire nel suo complesso raggiunto.

I documenti
testimonianze orali
fotografie